Oggi pomeriggio mi sono collegato sul sito dell'.A ed ho preso un numero di telefono del referente a Pescara.
Telefono, risponde la moglie con accento nordico ma non riusciamo a capirci subito , le chiedo se quella è la sede dell'associazione,chi era dall'altra parte inizialmente resta un pò interdetta, capisce e chiama il marito che lo raggiunge al telefono.
Dalla voce riconosco che è molto anziano ma con una voce grintosa, di persona abituata a non mollare , mi presento,
chiedo se era possibile aderire all'associazione e se era aperta a tutti ed il costo, ma lui dopo avermi ascoltato con estrema pacatezza ed un senso di umiltà da altro mondo mi dice " va ad offerta" , gli chiedo dove abita, mi descrive la zona ma io già conosco perché ci abita mia suocera.
Gli do appuntamento per la sera stessa , lui mi dice che va bene. Arrivo con qualche minuto di ritardo " è il mio vizio" , suono alla porta e lo anticipo chiedendogli se poteva scendere lui, entrare nelle case altrui luoghi di affetti intimi mi mette sempre un certo imbarazzo .
Ci stringiamo la mano, è un signore slanciato ed a modo, e sorridente , subito gli chiedo se è stato un vero partigiano , in questo caso è rinato in me l'io bambino, anche perché ho sempre saputo che nelle nostre zone non è che ci fossero dei gruppi organizzati di resistenza, e lui come se fosse qualche bravata da ragazzino mi risponde " avevo solo 16 anni", come per dire ragazzate lasciato trasportare dall'entusiasmo di quell'età.
Ha portato con se qualche copia dello statuto ed un dvd , che magari non ha neanche visto , me lo porge non dando nessuna spiegazione, gli chiedo se ci sono altri come lui e con una serenità che mi ha impressionato e con il sorriso tra le labbra mi spiega che l'A.. ha un problema anagrafico e di anzianità a cui non vé rimedio, e che oltre a partecipare alle manifestazioni - quando lo chiamano se lo vanno a prendere - non riveste nessun ruolo e nessuna iniziativa, non che sia rassegnato anzi ma dando un giudizio disincantato su come vanno le cose e con il suo destino.
Mi spiega che lui e di un paese qua vicino, Collecorvino, dove va spesso al cimitero e che ultimamente è crollato portandosi dietro alla frana anche i morti, sono rimasti in tutta la provincia in due di quelli che a giovane età hanno preferito seguire la libertà, gli altri compagni di viaggio sono già arrivati.
Mi racconta del suo male che combatte da oltre 20 anni il diabete , che lo costringe a fare tre punture per 365 giorni l'anno, pensate un pò quante sono , e che lui è stanco di questa malattia che lo perseguita , forse gli peserà essere perseguitato come lo è stata tanta gente ai tempi della guerra , come mio padre e di tanti padri e figli e madri vestite di nero, ed adesso la beffa era che " il diabete " è diventato il suo aguzzino , come il nazismo con gli ebrei.
Non mi chiede nulla , non gli riesco a dire neanche come mi chiamo, dove abito, che lavoro ho , si rende disponibile per altre informazioni , "sa il mio numero , mi può chiamare quando vuole " ed io insisto nel dichiararmi intenzionato ad iscrivermi, "anche io voglio essere partigiano in questo caos contemporaneo " è stato il mio pensiero ma anche l'errore originario, ma lui facendo un cenno con la testa mi risponde che non ci sono tessere , che non c'è una organizzazione , c'è solo un uomo che sa che ha i giorni contati che a "patteggiato" per oltre 85 anni e con lui la sua associazione , tra me penso che forse sono talmente preso dalla società contemporanea che volevo barattare l'appartenenza con un tessera , un numero come quelle che ti danno al supermercato.
Mi dice che ha il problema della ricevuta che non mi può rilasciare , di riportarlo in un bilancio , ecc.. questo modo di pensare che è morto e sepolto, chi si preoccupa di darti lo scontrino, lo devi chiedere e con senza imbarazzo e il negoziante con lo sguardo contrariato e scocciato te lo batte, e ti fa sentire non di moda, perché la maggioranza se ne infischia e lascia correre , e corri oggi e corri domani che alla fine ci si stanca e si cade, e questa società sta cadendo.
Ci salutiamo , esco dal vicoletto, ci sono due ragazze appartate in pantaloncini corti e bandana , che discutono delle tavolette energetiche che hanno in mano.
Telefono, risponde la moglie con accento nordico ma non riusciamo a capirci subito , le chiedo se quella è la sede dell'associazione,chi era dall'altra parte inizialmente resta un pò interdetta, capisce e chiama il marito che lo raggiunge al telefono.
Dalla voce riconosco che è molto anziano ma con una voce grintosa, di persona abituata a non mollare , mi presento,
chiedo se era possibile aderire all'associazione e se era aperta a tutti ed il costo, ma lui dopo avermi ascoltato con estrema pacatezza ed un senso di umiltà da altro mondo mi dice " va ad offerta" , gli chiedo dove abita, mi descrive la zona ma io già conosco perché ci abita mia suocera.
Gli do appuntamento per la sera stessa , lui mi dice che va bene. Arrivo con qualche minuto di ritardo " è il mio vizio" , suono alla porta e lo anticipo chiedendogli se poteva scendere lui, entrare nelle case altrui luoghi di affetti intimi mi mette sempre un certo imbarazzo .
Ci stringiamo la mano, è un signore slanciato ed a modo, e sorridente , subito gli chiedo se è stato un vero partigiano , in questo caso è rinato in me l'io bambino, anche perché ho sempre saputo che nelle nostre zone non è che ci fossero dei gruppi organizzati di resistenza, e lui come se fosse qualche bravata da ragazzino mi risponde " avevo solo 16 anni", come per dire ragazzate lasciato trasportare dall'entusiasmo di quell'età.
Ha portato con se qualche copia dello statuto ed un dvd , che magari non ha neanche visto , me lo porge non dando nessuna spiegazione, gli chiedo se ci sono altri come lui e con una serenità che mi ha impressionato e con il sorriso tra le labbra mi spiega che l'A.. ha un problema anagrafico e di anzianità a cui non vé rimedio, e che oltre a partecipare alle manifestazioni - quando lo chiamano se lo vanno a prendere - non riveste nessun ruolo e nessuna iniziativa, non che sia rassegnato anzi ma dando un giudizio disincantato su come vanno le cose e con il suo destino.
Mi spiega che lui e di un paese qua vicino, Collecorvino, dove va spesso al cimitero e che ultimamente è crollato portandosi dietro alla frana anche i morti, sono rimasti in tutta la provincia in due di quelli che a giovane età hanno preferito seguire la libertà, gli altri compagni di viaggio sono già arrivati.
Mi racconta del suo male che combatte da oltre 20 anni il diabete , che lo costringe a fare tre punture per 365 giorni l'anno, pensate un pò quante sono , e che lui è stanco di questa malattia che lo perseguita , forse gli peserà essere perseguitato come lo è stata tanta gente ai tempi della guerra , come mio padre e di tanti padri e figli e madri vestite di nero, ed adesso la beffa era che " il diabete " è diventato il suo aguzzino , come il nazismo con gli ebrei.
Non mi chiede nulla , non gli riesco a dire neanche come mi chiamo, dove abito, che lavoro ho , si rende disponibile per altre informazioni , "sa il mio numero , mi può chiamare quando vuole " ed io insisto nel dichiararmi intenzionato ad iscrivermi, "anche io voglio essere partigiano in questo caos contemporaneo " è stato il mio pensiero ma anche l'errore originario, ma lui facendo un cenno con la testa mi risponde che non ci sono tessere , che non c'è una organizzazione , c'è solo un uomo che sa che ha i giorni contati che a "patteggiato" per oltre 85 anni e con lui la sua associazione , tra me penso che forse sono talmente preso dalla società contemporanea che volevo barattare l'appartenenza con un tessera , un numero come quelle che ti danno al supermercato.
Mi dice che ha il problema della ricevuta che non mi può rilasciare , di riportarlo in un bilancio , ecc.. questo modo di pensare che è morto e sepolto, chi si preoccupa di darti lo scontrino, lo devi chiedere e con senza imbarazzo e il negoziante con lo sguardo contrariato e scocciato te lo batte, e ti fa sentire non di moda, perché la maggioranza se ne infischia e lascia correre , e corri oggi e corri domani che alla fine ci si stanca e si cade, e questa società sta cadendo.
Ci salutiamo , esco dal vicoletto, ci sono due ragazze appartate in pantaloncini corti e bandana , che discutono delle tavolette energetiche che hanno in mano.
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