A mia madre, a cui piaceva leggerle,
a mio padre, a cui piaceva raccontarle.
Al Prof. Luciano Russi, col rimpianto per ciò che poteva essere.
Questo lavoro intende offrire un contributo ai lettori della rivista di storia e critica dello sport “Lancillotto e Nausica”, tentando di rispondere ad alcuni degli interrogativi riguardanti la nascita, l’evoluzione e il perché di certe ricerche.
L’avventura della vita, può essere paragonata al tirocinio scolastico, dove c’è una fase di apprendimento, una fase di elaborazione, una fase di realizzazione, e una fase di controllo: in ognuna di queste posso dichiararmi molto fortunato.
In tutte queste fasi, infatti, ho avuto come compagni di viaggio uomini che sono i protagonisti di questa tesi, e dunque questo studio può essere visto anche come un modo per ricordarli e ringraziarli, dando azione al debito morale.
Non finirò mai di essere riconoscente per i valori e per gli insegnamenti umani, come l’umiltà, l’amore, la bontà, l’attenzione verso gli altri, la fermezza, la serietà ma anche il gioco che si mescolavano nella polvere del campo di calcio “Lancillotto”. Nelle partite organizzate nei pomeriggi estivi, in squadre che dovevano essere composte ogni settimana, delle quali la maggioranza dei giocatori erano “ultimi”, nella speranza di essere i primi, era tanta la gioia e la voglia di giocare che annullavano tutte le differenze; l’unica cosa certa era una divisa, spesse volte regalata, e una doccia finale a casa del prof. Luciano Russi a Francavilla.
Adesso sono consapevole che mi mancherà, è sarò eternamente debitore di quella nostra amicizia disinteressata costruita sui campi di calcio, avendomi dato “fiducia” in un momento della mia vita di forte emotività (appena ventenne) quando, ancora da lontano, “guardavo la poesia”.
Per qualsiasi informazione sulla tesi " Lancillotto e Nausica" puo contattarmi alla mia email: savino@katamail.com
a mio padre, a cui piaceva raccontarle.
Al Prof. Luciano Russi, col rimpianto per ciò che poteva essere.
Questo lavoro intende offrire un contributo ai lettori della rivista di storia e critica dello sport “Lancillotto e Nausica”, tentando di rispondere ad alcuni degli interrogativi riguardanti la nascita, l’evoluzione e il perché di certe ricerche.
L’avventura della vita, può essere paragonata al tirocinio scolastico, dove c’è una fase di apprendimento, una fase di elaborazione, una fase di realizzazione, e una fase di controllo: in ognuna di queste posso dichiararmi molto fortunato.
In tutte queste fasi, infatti, ho avuto come compagni di viaggio uomini che sono i protagonisti di questa tesi, e dunque questo studio può essere visto anche come un modo per ricordarli e ringraziarli, dando azione al debito morale.
Non finirò mai di essere riconoscente per i valori e per gli insegnamenti umani, come l’umiltà, l’amore, la bontà, l’attenzione verso gli altri, la fermezza, la serietà ma anche il gioco che si mescolavano nella polvere del campo di calcio “Lancillotto”. Nelle partite organizzate nei pomeriggi estivi, in squadre che dovevano essere composte ogni settimana, delle quali la maggioranza dei giocatori erano “ultimi”, nella speranza di essere i primi, era tanta la gioia e la voglia di giocare che annullavano tutte le differenze; l’unica cosa certa era una divisa, spesse volte regalata, e una doccia finale a casa del prof. Luciano Russi a Francavilla.
Adesso sono consapevole che mi mancherà, è sarò eternamente debitore di quella nostra amicizia disinteressata costruita sui campi di calcio, avendomi dato “fiducia” in un momento della mia vita di forte emotività (appena ventenne) quando, ancora da lontano, “guardavo la poesia”.
Per qualsiasi informazione sulla tesi " Lancillotto e Nausica" puo contattarmi alla mia email: savino@katamail.com