sabato, agosto 28, 2010

La diligenza rubata

Ricordo in qualche film comico degli anni 60-70, in bianco e nero, dove un  signore che stando seduto alla scrivania nel lungo corridoio del palazzo, appuntava le matite per gli impiegati,  e poi quello che con accento romanesco " a dottò cè penso io à parcheggià la macchina" , " a dottò cè penso io a......." qualte volte lo abbiamo sentito nei film di Albertone , dall'impiegato del ministero, all'usciere, al parcheggiatore  ecc.
Erano gli anni in cui era tutto tollerabile , ammissibile, in cui la politica assaltava la diligenza occupando tutti i posti e le aziende statali erano strumenti di consenso elettorale,   insomma lo stato era ricco e cosi faceva ricchi anche i suoi sudditi, ma mancava il principio di equita e di lungimiranza, e così questi contadini venuti dalla campagna venivano comprati attraverso l'arma del consumo, si è comprata le anime delle persone, ma a quale prezzo mi chiedo ?
E così appuntando le matite tutto il giorno, e sempre pronti ad aiutare ed a rispondere alle informazioni a coloro che con le carte in tasca alla giacca con dignità e magari accompagnati da qualche lettera e messaggio di personaggi politici locali cercavano  qualche favore presso i palazzi.
Questa politica che dispensava beni e contributi dello stato, ce n'era per tutti coloro che volevano vendere la loro anima, magari accompagnati da qualche prosciutto o formaggio pecorino, e dove con umiltà ci si metteva a disposizione.
E così oggi dopo 40 anni  la politica non riesce a dispensare come prima beni e titoli, il famoso  parcheggiatore del " a dottò ce penso io a parcheggà" ad un mio collega di lavoro la macchina gliel'hanno rubata. 
Con i provvedimenti messo in atto dalla politica si assiste a un reflusso, e in questo cercano di rimanere a galla ma tanti vengono sacrificati e muoiono, le condizioni per accederne sono sempre piu difficili, la politica adesso ha una grande occasione , ossia moralizzare un percorso di lacrime e sangue, penso che questa sia una occasione che ci si possa differenziare da coloro che pensano ancora di assaltare la diligenza o perfino di rubarla.

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