mercoledì, settembre 29, 2010
..........la....laurea......
La laurea non fa il medico, nè la cattedra il filosofo.
Ma aiuta ad essere.
Ma aiuta ad essere.
sabato, settembre 25, 2010
telico: “which necessarily includes a goal, a aim, or a conclusion” Brinton (1988)
Telico o telecità si riferisce a dei verbi di evento, che tendono verso un fine ultimo, l'azione è necessaria per dire che è effettivamente avvenuta, e quale spinta originariamente intensiva verso la pienezza del senso.
Anche nello scrivere o leggere è trovare il senso , vuol dire descrivere fatti quanto piu vicini alla realta, è testimoniare , spiegare, istruire, per la quale la parola scritta non è che un mezzo, e così che descriviamo, rinominiamo, scomponiamo, le parole si separano e si raggruppano, è un lavoro quotidiano, inventiamo e dunque qui si pone il problema: della finalità ultima dello scrivere, del leggere, in maniera organica.
Scrivere secondo un piano è approfondire quanto piu possibile gli argomenti a distanza di anni, decenni , per sempre.
Scrivere e leggere deve essere la premessa dell’autorealizzazione di un progetto che non sia gestito come faccenda privata, ma porla come formazione di una concezione unificante della vita, rifiutando tutto ciò che è superficialità o peggio nell'anomia del gruppo o di parte, ma collegandosi ad un insieme, dove lo stare insieme deve essere un processo vero contrapposto alla esclusione e alla inautenticità, dove fare progetti per il futuro piacerà in modo specifico ed evitare ciò che interferisce con la propria attività propositiva, opposta ad una vita vissuta alla giornata dove il misconoscimento dei valori etici ed educativi delle norme morali, senza fini , ormai cronica nella nostra società, forse siamo giunti ad un punto di non ritorno dove la superficialità e la dimensione amorale e atelica si è stabilizzata e cresce.
L'uomo tende al telico e la coscienza all'atelico, quel che appare regolato, in maniera superficiale,
sotto il profilo della coscienza nel profondo è assolutamente atelico, la religione tende a regolare la vita in senso atelico contrapponendolo all'uomo rivoluzionario e pragmatico, ma anche con l'essere rivoluzionario e pragmatico l'uomo non dimentica i valori, fondamentamento e fine altresì dell'azione politica , civile e sociale, anzi lo stato telico viene sommato allo stato paratelico, ossia è il comportamento verso un fine , dove il comportamento stesso assume di importanza, dunque il fine ma anche il mezzo assume di significato.
Per decenni la scrittura e la lettura come la societa ed i suoi valori è stata prigioniera della ideologia, cioè atelico, dove era importante leggere allo stesso modo ed interpretarla con dei significati in un unico percorso o divorare libri , letture senza senso e scollegati tra di loro, facendosi travolgere dal quotidiano e dall'afasia del gruppo o del clan.
Non ci dobbiamo far ingannare dalle cose semplici e immediate apparentemente primo di scopo o fine.
Anche nello scrivere o leggere è trovare il senso , vuol dire descrivere fatti quanto piu vicini alla realta, è testimoniare , spiegare, istruire, per la quale la parola scritta non è che un mezzo, e così che descriviamo, rinominiamo, scomponiamo, le parole si separano e si raggruppano, è un lavoro quotidiano, inventiamo e dunque qui si pone il problema: della finalità ultima dello scrivere, del leggere, in maniera organica.
Scrivere secondo un piano è approfondire quanto piu possibile gli argomenti a distanza di anni, decenni , per sempre.
Scrivere e leggere deve essere la premessa dell’autorealizzazione di un progetto che non sia gestito come faccenda privata, ma porla come formazione di una concezione unificante della vita, rifiutando tutto ciò che è superficialità o peggio nell'anomia del gruppo o di parte, ma collegandosi ad un insieme, dove lo stare insieme deve essere un processo vero contrapposto alla esclusione e alla inautenticità, dove fare progetti per il futuro piacerà in modo specifico ed evitare ciò che interferisce con la propria attività propositiva, opposta ad una vita vissuta alla giornata dove il misconoscimento dei valori etici ed educativi delle norme morali, senza fini , ormai cronica nella nostra società, forse siamo giunti ad un punto di non ritorno dove la superficialità e la dimensione amorale e atelica si è stabilizzata e cresce.
L'uomo tende al telico e la coscienza all'atelico, quel che appare regolato, in maniera superficiale,
sotto il profilo della coscienza nel profondo è assolutamente atelico, la religione tende a regolare la vita in senso atelico contrapponendolo all'uomo rivoluzionario e pragmatico, ma anche con l'essere rivoluzionario e pragmatico l'uomo non dimentica i valori, fondamentamento e fine altresì dell'azione politica , civile e sociale, anzi lo stato telico viene sommato allo stato paratelico, ossia è il comportamento verso un fine , dove il comportamento stesso assume di importanza, dunque il fine ma anche il mezzo assume di significato.
Per decenni la scrittura e la lettura come la societa ed i suoi valori è stata prigioniera della ideologia, cioè atelico, dove era importante leggere allo stesso modo ed interpretarla con dei significati in un unico percorso o divorare libri , letture senza senso e scollegati tra di loro, facendosi travolgere dal quotidiano e dall'afasia del gruppo o del clan.
Non ci dobbiamo far ingannare dalle cose semplici e immediate apparentemente primo di scopo o fine.
martedì, settembre 21, 2010
una vita convulsiva
Dai su, dai svelto,
andiamo
ve_loce,
ra_pi_do,
accelleravo sbrigativo
snellendo
celermente
e per brevità
la email con priorità
che urgentemente
e speditamente
inviavo,
all'impiegato dinamico
ed intelligente,
sempre pronto
chiedendogli con solerzia
e sollecitudine
una risposta fulminea
e folgorante
capace di stupirmi
per la sua repentina
risposta.
Adesso la calma domina
dentro le mura di casa
protetto da occhi indiscreti,
la quiete,
il silenzio ,
il tichettio dell'orologio,
il buio
le luci delle macchine,
cercando di ammansire ed
acquietare
chi mi sta di fianco,
in un sereno
e pacato
sentire
e sazi di
pacifico riposo
l'immobilità domina,
portando con sè
il frastuono di un tuono,
nella oscura notte.
andiamo
ve_loce,
ra_pi_do,
accelleravo sbrigativo
snellendo
celermente
e per brevità
la email con priorità
che urgentemente
e speditamente
inviavo,
all'impiegato dinamico
ed intelligente,
sempre pronto
chiedendogli con solerzia
e sollecitudine
una risposta fulminea
e folgorante
capace di stupirmi
per la sua repentina
risposta.
Adesso la calma domina
dentro le mura di casa
protetto da occhi indiscreti,
la quiete,
il silenzio ,
il tichettio dell'orologio,
il buio
le luci delle macchine,
cercando di ammansire ed
acquietare
chi mi sta di fianco,
in un sereno
e pacato
sentire
e sazi di
pacifico riposo
l'immobilità domina,
portando con sè
il frastuono di un tuono,
nella oscura notte.
lunedì, settembre 20, 2010
per E...: Atarassia ἀταραξία (da α + ταραξις)
Imperturbabilità
imperturbabilità dell’anima:
questa vita che scivola come se fosse acqua
forse odia l'uomo,
che fugge in avanti senza poterla mai raggiungere,
a grido di dolore e di angoscia,
vite girovaghe e perse, che girano e girano come su di una giostra,
errando di qua e di là,
aggirandosi senza criterio, cercare la via della vita
,e fuggendo ci illudiamo di allontanare la morte e la paura,
persi nella consapevolezza che nessuna certezza è possibile,
che ogni presunta verità non è dimostrabile,
alla fine della nostra storia, come un bambino piangente,
stanchi riposiamo l'ha dove non cè.
Limite umano, dell'errore e dell'incertezza,
passione e odio, desiderio, felicità e angoscia,
dolore e gioia, le ombre della vita,
come ombre cinesi in un movimento perpetuo.
perchè hai scelto la strada della vita
libera dalla paura degli dei, della morte e del dolore
dell’esistenza del dolore;
dell’origine del dolore e del desiderio;
della distruzione del dolore e soppressione del desiderio;
l'annientamento di sè , del nulla e di dio,
in questo oblio da filatrice,
ti esorto a nutrirti con le medicine oscure della mente,
di avvicinarti all'esota, cogliendo nell'inessenzialità sempre uguale del quotidiano,
tutto il sapore del diverso,
trovando la felicità nel suo limite
nel rivalutare e ridimensionare ogni aspetto della vita
ed essere pieni sottraendo
questa nostra anima,
dall'errore e dall'incertezza della realtà,
liberandoci dall'inquietudine e dalla sofferenza e
rendendo sopportabile la vita
contemplando la realtà.
A te fur ewing :
« Ma niente è più dolce che occupare muniti/ dalla dottrina dei saggi i sublimi templi sereni saldamente,/ donde si possa abbassare lo sguardo sugli altri e vederli/ errare qua e là e, aggirandosi senza criterio, cercare la via della vita,/ lottare rivaleggiando in doti naturali, gareggiare per nobiltà,/ sforzarsi notte e giorno con grande fatica/ per emergere a somma ricchezza e impadronirsi del potere »
( Libro 2, versi 7-13 )"De rerum natura" di Lucrezio
imperturbabilità dell’anima:
questa vita che scivola come se fosse acqua
forse odia l'uomo,
che fugge in avanti senza poterla mai raggiungere,
a grido di dolore e di angoscia,
vite girovaghe e perse, che girano e girano come su di una giostra,
errando di qua e di là,
aggirandosi senza criterio, cercare la via della vita
,e fuggendo ci illudiamo di allontanare la morte e la paura,
persi nella consapevolezza che nessuna certezza è possibile,
che ogni presunta verità non è dimostrabile,
alla fine della nostra storia, come un bambino piangente,
stanchi riposiamo l'ha dove non cè.
Limite umano, dell'errore e dell'incertezza,
passione e odio, desiderio, felicità e angoscia,
dolore e gioia, le ombre della vita,
come ombre cinesi in un movimento perpetuo.
perchè hai scelto la strada della vita
libera dalla paura degli dei, della morte e del dolore
dell’esistenza del dolore;
dell’origine del dolore e del desiderio;
della distruzione del dolore e soppressione del desiderio;
l'annientamento di sè , del nulla e di dio,
in questo oblio da filatrice,
ti esorto a nutrirti con le medicine oscure della mente,
di avvicinarti all'esota, cogliendo nell'inessenzialità sempre uguale del quotidiano,
tutto il sapore del diverso,
trovando la felicità nel suo limite
nel rivalutare e ridimensionare ogni aspetto della vita
ed essere pieni sottraendo
questa nostra anima,
dall'errore e dall'incertezza della realtà,
liberandoci dall'inquietudine e dalla sofferenza e
rendendo sopportabile la vita
contemplando la realtà.
A te fur ewing :
« Ma niente è più dolce che occupare muniti/ dalla dottrina dei saggi i sublimi templi sereni saldamente,/ donde si possa abbassare lo sguardo sugli altri e vederli/ errare qua e là e, aggirandosi senza criterio, cercare la via della vita,/ lottare rivaleggiando in doti naturali, gareggiare per nobiltà,/ sforzarsi notte e giorno con grande fatica/ per emergere a somma ricchezza e impadronirsi del potere »
( Libro 2, versi 7-13 )"De rerum natura" di Lucrezio
domenica, settembre 19, 2010
lunedì, settembre 13, 2010
la notte e la scrittura
Questa notte, silenziosa , bella come il velluto, la scrivania, penne appoggiate e sparse sul tavolo, libri poggiati sulla stampante e per terra, pezzi e ritagli di giornale, cappello di paglia, un gesu con le braccia aperte, il diploma di migliore papa, due sassi, un romano in piombo, un tappetino del mouse con le orecchie, cartellina con appunti, e poi tante cartelline vuote e poi biglieti bianchi che chiamano per farsi scarabocchiare , le forbici , l'orologio , un teschio per ricordarci chi siamo, un portachiavi con un pallone, la machinetta fotografica, un vocabolario e un dizionario , un leggio di legno con degli appunti...e poi.....
"coraggio che il meglio è passato...."
"coraggio che il meglio è passato...."
mercoledì, settembre 08, 2010
burocrazia
"autobiografia di Blu di Prussia"
Un funzionario si sbriga a fare una pratica e gli altri rimangono sbalorditi, che mostro è questo ?! l'impiegato non aveva osservato molto bene la procedura, ma aveva fatto le cose di sua iniziativa, e, portate a termine felicemente, la sua precipitazione provocò comunque delle lagnanze in alto, lagnanze che il direttore per lettera volle trasmettere al responsabile della procedura notificandogli tutta la sua meraviglia per l'accaduto, la dattilografa deve scrivere la lettera, e trova di stabilirne l'oggetto, come è prassi, nessuno sa o è in grado di illuminarla: ma l'oggetto in una lettera burocratica e pur sempre necessario! così si consulta con il collega segretario e alla fine scrive " Oggetto: meraviglia del signor direttore ".
Purtroppo ho la sensazione , che invece di semplificare per tutelare maggiormente i cittadini, si fanno sempre piu leggi, regolamenti, circolari attuattive, ecc, quanto piu ne abbiamo quanto piu ne mettiamo, ed alla fine non fanno altro che disperdere cittadini e diritti , o per avere un'informazione su di una pratica ,magari seppellite dentro le cartelline verdi di qualche ufficio, che passa da un'ufficio ad un'altro, oppure uffici creati dal nulla per avere qualche passaggio in più.
Per quanto il cittadino non voglia cadere e subire i difficili corrido ci si ritrova quotidianamente in questa bolgia dandesca, dove per difendere i diritti si rincorre qualcuno nei corridoi e che è sicuramente piu semplice e veloce di denunciare.
Un funzionario si sbriga a fare una pratica e gli altri rimangono sbalorditi, che mostro è questo ?! l'impiegato non aveva osservato molto bene la procedura, ma aveva fatto le cose di sua iniziativa, e, portate a termine felicemente, la sua precipitazione provocò comunque delle lagnanze in alto, lagnanze che il direttore per lettera volle trasmettere al responsabile della procedura notificandogli tutta la sua meraviglia per l'accaduto, la dattilografa deve scrivere la lettera, e trova di stabilirne l'oggetto, come è prassi, nessuno sa o è in grado di illuminarla: ma l'oggetto in una lettera burocratica e pur sempre necessario! così si consulta con il collega segretario e alla fine scrive " Oggetto: meraviglia del signor direttore ".
Purtroppo ho la sensazione , che invece di semplificare per tutelare maggiormente i cittadini, si fanno sempre piu leggi, regolamenti, circolari attuattive, ecc, quanto piu ne abbiamo quanto piu ne mettiamo, ed alla fine non fanno altro che disperdere cittadini e diritti , o per avere un'informazione su di una pratica ,magari seppellite dentro le cartelline verdi di qualche ufficio, che passa da un'ufficio ad un'altro, oppure uffici creati dal nulla per avere qualche passaggio in più.
Per quanto il cittadino non voglia cadere e subire i difficili corrido ci si ritrova quotidianamente in questa bolgia dandesca, dove per difendere i diritti si rincorre qualcuno nei corridoi e che è sicuramente piu semplice e veloce di denunciare.
giovedì, settembre 02, 2010
Ad opera d'arte
Mio figlio è diventato un consumatore di P. Angela e del suo viaggio nella storia, così nelle serali tutta la famiglia si mette a vedere questi filmati.
Con astuzia la famiglia Angela ha fatto un copia ed incolla con sceneggiati della Rai degli anni 70, come Michelangelo, i Medici, Cristoforo Colombo, Marco Polo ecc.
Ho provato nostalgia per queste " opere" , che da bambino sbirciavo e che oggi guardo con aria nostalgica, quei volti di grandi attori, Volontè nel Michelangelo è impressionante, in cui svolgevano compiti da attori , sceneggiatori, registi; gente che si è fatta da sola nella vita facendosi spazio a colpi di intelligenza, bravura e preparazione, l'attore doveva sapere le cose a memoria, doveva saper recitare, il cantante doveva non stonare, la professionalità era legata alla preparazione ed allo studio professionale, e poi lo scenografo e il registra che dovevano mettere in scena spettacoli perfetti e quanto piu vicini alla realtà.
Poi il cambiamento, il consumo di televisione.
Oggi altri tempi, dove tutto è paccottiglia, dove l'improvvisazione è taroccata, copiare male è leggittimo, penso che se oggi molti programmi televisivi non si trasmettessero non lascerebbero nessun vuoto e neanche i suoi attori e registi, invece sicuramente li hanno lasciati chi aveva fatto della sua professione una opera d'arte.
Con astuzia la famiglia Angela ha fatto un copia ed incolla con sceneggiati della Rai degli anni 70, come Michelangelo, i Medici, Cristoforo Colombo, Marco Polo ecc.
Ho provato nostalgia per queste " opere" , che da bambino sbirciavo e che oggi guardo con aria nostalgica, quei volti di grandi attori, Volontè nel Michelangelo è impressionante, in cui svolgevano compiti da attori , sceneggiatori, registi; gente che si è fatta da sola nella vita facendosi spazio a colpi di intelligenza, bravura e preparazione, l'attore doveva sapere le cose a memoria, doveva saper recitare, il cantante doveva non stonare, la professionalità era legata alla preparazione ed allo studio professionale, e poi lo scenografo e il registra che dovevano mettere in scena spettacoli perfetti e quanto piu vicini alla realtà.
Poi il cambiamento, il consumo di televisione.
Oggi altri tempi, dove tutto è paccottiglia, dove l'improvvisazione è taroccata, copiare male è leggittimo, penso che se oggi molti programmi televisivi non si trasmettessero non lascerebbero nessun vuoto e neanche i suoi attori e registi, invece sicuramente li hanno lasciati chi aveva fatto della sua professione una opera d'arte.
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