Oggi pomeriggio ho partecipato ad una conferenza sull'associazionismo, è stato un terreno impervio, dipendenti della provincia che hanno manifestato il loro disappunto per i licenziamenti dei precari, ed altre piccole specificità, e che comunque chi è intervenuto ha evidenziato che cè bisogno della rete.
Tutto ciò moderato da un noto parlamentare europeo che guarda con interesse la liberazione del nord Africa ed è preoccupato della situazione politica italiana che cerca di demolire le strutture intermedie della società, per cui ha scelto un nuovo modo di far dialogare le persone dove tutti possono dire il loro pensiero ma su alcuni argomenti specifici, veramente da ammirare.
Avrei voluto intervenire e discutere su alcune questione, premesso che la penuria di risorse obbligherebbe questo settore a tessere una rete-filiera, dove le ONLUS sono capaci di fare lobbing trovando spazi e concessioni, nelle piccole realtà sono dispersive e strumento di consenso popolare, sono state abbandonate a sè pretendendo, senza nessuna forma di transizione, che esercitino tutte una serie di funzioni senza averne specificità né risorse, per cui proiettarsi su un sistema europeo può essere fumo negli occhi di chi già è affamato, e potrebbe rilevarsi controproducente, allora? è necessario mettersi in rete attraverso un tavolo di governo decisionale per utilizzare quelle risorse disponibili, dove la pubblica amministrazione si mette al servizio di questo tavolo lavorandoci, avere un atteggiamento laico entrambi, spogliandoci di quelle vesti esclusive per la ricerca del consenso che ha prodotto delle distorsioni in tutti questi anni, ma non ho visto nuove idee, tutto il ragionamento è stato impostato sul metodo di intervento ma non sul fine comune, su questo le idee innovative ci sono state poche e scarne, bisogna pensare a un nuovo modo di cittadinanza sociale ed ad un modo di fare welfare, che però non deve misurarsi sono sulla problematicità delle risorse economiche ma trovare la sua dimensione nella ridistribuzione dei servizi e degli interventi sociali ad una più larga possibile di popolazione per trovare quella forma armonica di convivenza civile di cui abbiamo tanto bisogno nella nostra società.
Naturalmente va rimarcato che il confronto deve essere sul territorio anche comunale, e non magari facendo dei progetti che non si possono calare nel territorio, mi viene il dubbio se questi filoni di intervento non sono appropriati per il territorio e dunque le risorse non vengono spese, magari un nuovo modello è possibile? costruiamolo
Poi durante il ritorno in macchina incontro un veicolo che va molto lentamente, appena la strada diventa a due corsie lo sorpasso, e durante il sorpasso sento un tonfo: immediatamente l'altro mezzo inizia a lampeggiare così accosto sulla destra per verificare che cosa aveva da sbraitare , questo mezzo si accosta e noto che erano zingari, chi era al volante inizia ad inveire contro di me perché avrei sorpassato facendo non so bene quale manovra ed addebitandomi un non identificato danno da tamponamento , gli spiego in maniera molto pacata che io non ho fatto nulla di scorretto né procurato nessun danno, mi fa segno in tono minaccioso, ma siccome la macchina era di intralcio sono ripartiti di tutta fretta.
Ho pensato perché inveire così, ma forse questa società non insegna che chi ha ragione è quello che si fa più sentire? forse doveva riportare il pane a casa facendo fruttare bene quello che poteva saper fare, espedienti per vivere in una società che di espedienti vive.
Pensando a come gli individui sono persi nella loro solitudine, impotenti di fronte alla moltitudine, che si fa ammaestrare da sermoni domenicali, o veggenti o stregoni della televisione e chi ha perso le speranze, chi si sente parte di qualcosa , cmq ognuno è preso dalle sue cose e rimaniamo in ASCOLTO E PARLANDO A BASSA VOCE - MONTARE E SMONTARE LE NOSTRE CERTEZZE
OGGI è UNA RICCHEZZA LA DIVERSITA' in una società che cerca di omologare, non è forse stato un limite il monoteismo, monopartitismo, dovremmo esercitarci nel montaggio e smontaggio per ritrovare quelle differenze.
Tutto ciò moderato da un noto parlamentare europeo che guarda con interesse la liberazione del nord Africa ed è preoccupato della situazione politica italiana che cerca di demolire le strutture intermedie della società, per cui ha scelto un nuovo modo di far dialogare le persone dove tutti possono dire il loro pensiero ma su alcuni argomenti specifici, veramente da ammirare.
Avrei voluto intervenire e discutere su alcune questione, premesso che la penuria di risorse obbligherebbe questo settore a tessere una rete-filiera, dove le ONLUS sono capaci di fare lobbing trovando spazi e concessioni, nelle piccole realtà sono dispersive e strumento di consenso popolare, sono state abbandonate a sè pretendendo, senza nessuna forma di transizione, che esercitino tutte una serie di funzioni senza averne specificità né risorse, per cui proiettarsi su un sistema europeo può essere fumo negli occhi di chi già è affamato, e potrebbe rilevarsi controproducente, allora? è necessario mettersi in rete attraverso un tavolo di governo decisionale per utilizzare quelle risorse disponibili, dove la pubblica amministrazione si mette al servizio di questo tavolo lavorandoci, avere un atteggiamento laico entrambi, spogliandoci di quelle vesti esclusive per la ricerca del consenso che ha prodotto delle distorsioni in tutti questi anni, ma non ho visto nuove idee, tutto il ragionamento è stato impostato sul metodo di intervento ma non sul fine comune, su questo le idee innovative ci sono state poche e scarne, bisogna pensare a un nuovo modo di cittadinanza sociale ed ad un modo di fare welfare, che però non deve misurarsi sono sulla problematicità delle risorse economiche ma trovare la sua dimensione nella ridistribuzione dei servizi e degli interventi sociali ad una più larga possibile di popolazione per trovare quella forma armonica di convivenza civile di cui abbiamo tanto bisogno nella nostra società.
Naturalmente va rimarcato che il confronto deve essere sul territorio anche comunale, e non magari facendo dei progetti che non si possono calare nel territorio, mi viene il dubbio se questi filoni di intervento non sono appropriati per il territorio e dunque le risorse non vengono spese, magari un nuovo modello è possibile? costruiamolo
Poi durante il ritorno in macchina incontro un veicolo che va molto lentamente, appena la strada diventa a due corsie lo sorpasso, e durante il sorpasso sento un tonfo: immediatamente l'altro mezzo inizia a lampeggiare così accosto sulla destra per verificare che cosa aveva da sbraitare , questo mezzo si accosta e noto che erano zingari, chi era al volante inizia ad inveire contro di me perché avrei sorpassato facendo non so bene quale manovra ed addebitandomi un non identificato danno da tamponamento , gli spiego in maniera molto pacata che io non ho fatto nulla di scorretto né procurato nessun danno, mi fa segno in tono minaccioso, ma siccome la macchina era di intralcio sono ripartiti di tutta fretta.
Ho pensato perché inveire così, ma forse questa società non insegna che chi ha ragione è quello che si fa più sentire? forse doveva riportare il pane a casa facendo fruttare bene quello che poteva saper fare, espedienti per vivere in una società che di espedienti vive.
Pensando a come gli individui sono persi nella loro solitudine, impotenti di fronte alla moltitudine, che si fa ammaestrare da sermoni domenicali, o veggenti o stregoni della televisione e chi ha perso le speranze, chi si sente parte di qualcosa , cmq ognuno è preso dalle sue cose e rimaniamo in ASCOLTO E PARLANDO A BASSA VOCE - MONTARE E SMONTARE LE NOSTRE CERTEZZE
OGGI è UNA RICCHEZZA LA DIVERSITA' in una società che cerca di omologare, non è forse stato un limite il monoteismo, monopartitismo, dovremmo esercitarci nel montaggio e smontaggio per ritrovare quelle differenze.
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