sabato, agosto 24, 2013

Upupa

Andando al delfinario mi è tornato in mente quando da ragazzo frequentavo , in un paese vicino, la casa di Guido e Romeo, dove avevo iniziato a far volare la mia fantasia, ed ad apprendere le prime libertà e "sconsiderate". Ero bambino, ed i miei genitori mi ci avevano mandato per fare ripetizioni per la prima classe della elementare. La casa, ricordo ancora il portone di legno marrone con il battocchio, a piano terra era umida perché il pavimento poggiava direttamente sul terreno i, si entrava e subito a sinistra c'era una grande sala con un tavolo pieno di libri, e poi la prima biblioteca che ho visto in vita mia,era stata utilizzata una vecchia credenza riadattandone uno scaffale che occupava una intera parete era una di quei mobili da soggiorno dove si teneva il servizio migliore e i ricordini di matrimonio e ricorrenze varie in bella mostra come se fosse una esposizione di oggetti di inestimabile valore. E poi inchiodate al solaio, bandiere con i simboli dorati di falce , martello e stella, che ancorate sui quattro lati sembravano delle reti che si utilizzano nei trabocchi per prendere i pesci. E poi un via , vai di persone , ad oggi non ricordo i loro visi, ma erano ancora nel fior fiore della gioventù, che trainati da forti ideali mi iniziavano a trasmettere la curiosità sulla vita e tutto ciò che ci circondava Questa casa era piena di libri e di discussioni sul senso della vita ma anche sulla realtà che ci circondava e sul come andava interpretata, di voli di fantasia, animati da una filosofia roussoiana, aspettando il "messia rivoluzionario". Mi regalarano un libro sugli uccelli, ancora oggi ricordo la copertina e le pagine lucide, dove gli uccelli fotografati erano descritti e colti nei i loro colori sfavillanti. Le pagine erano di una carta lucida pesante, scollate e andavano maneggiate con cura per non perderne l'ordine, mi ricordo l'Upupa , che per giorni ho cercato di vedere nelle campagne circostanti, in dei capanni di fortuna ed ad occhio nudo, e che alla fine ho incontrato per un attimo, con sorpresa ..... un momento solamente che ricordo con emozione ancora oggi. Ogni tanto vado al paese , passo davanti a quella casa e gli lancio un'occhiata, ma adesso che è tutto in ordine , pulito, con un nuovo portone completamente rimesso a nuovo, mi sento in soggezione.

mercoledì, agosto 21, 2013

Affetto da melensaggine ferragostiana

Affetto da melensaggine ferragostiana Una semplice giornata di relax? Un pullulare di persone prese dalla frenesia della gita fuoriporta. Attrezzati di tutto punto, sgabelli, tavoli, e prodotti di consumo non alimentare. I primi ad occupare il posto, sono quelli con il camper che prendono possesso di metri quadri, la mattina di ferragosto le macchine si mettono in movimento già di buon'ora e subito i motociclisti che si prendono gioco degli automobilisti, come il gatto con il topo, zig-zagando sulle strade montane, venendo richiamati alla prudenza da clacson di automobilisti stremati dalle code. Già la mattina presto iniziano a salire su per le montuosità come in processione, cercando di arrivare per occupare i punti fuochi, dove già dalla mattina si cuoce carne di pecora e vitello e si beve del montepulciano. Con il sole chi picchia in testa, e con gran bevute di montepulciano doc, uomini e ragazzi che aspirano a diventarci, con il loro petti sudanti e con le ciabatte infradito, si destreggiano intorno ai fuochi, con spiedi, gratelle ed attrezzi per la cottura , misture varie per dare sapore a quegli arrosticini e carni comprate qualche ora prima alle macellerie della zona che per far fronte alla enorme richiesta ha coinvolto tutta la famiglia, anche perché così tanta gente in giorni normali non se ne vede. Il vino è categorico che sia montepulciano, uno delle nostre zone si adatta benissimo alla temperatura e alla carne. La crisi ha rinvigorito questo tipo di vacanza su prati verdi e mucche al pascolo, solo una piccola parte preferisce solo la sedia di qualche locale , sedendosi comodamente abbandonandosi completamente ai gusti e sapori di questi posti. Io non ho mai visto i miei genitori partire per la scampagnata di ferragosto, essendo titolari di un piccola fattoria, la cura degli animali , delle mucche, delle pecore, dei maiali ed altri animali di cortile prima del cavali dopo, li costringeva alla fatica quotidiana di tirare avanti per la famiglia con dignità, ma era galera ? Mio padre nelle ore di gran caldo abbandonando la fatica quotidiana, all'ombra di un pioppo che avevamo davanti casa, seduto su di una panchina di mattoni a secco, osservava soddisfatto il flusso di macchina e motorini che sfrecciavano lungo la strada che conduce al suo paese, e che si perdono nella rete inestricabile di strade che conducono in alto per raggiungere gli altipiani vestini. I miei non hanno mai conosciuto una vacanza, sia di ferragosto o di pasquetta, staccarsi dalla propria terra, come se fossero legati ad un battesimo di polvere e di sangue. Tante volte mio padre malediva quella terra, aspra asciutta, di salite e povera di acqua, quel bene prezioso che più si desidera è più acquistava rispetto, pensare che solo dopo alcuni anni che abitavamo ci hanno allacciato all'acqua potabile. Che ricchezza avere l'acqua che esce da un rubinetto ! , con il moltiplicarsi di rubinetti si perde i senso delle cose e del suo valore, che per anni mi è stato vietato l'utilizzo " non utile" e superficiale. Ma proprio questa maledizione che lo ancorava a quella terra, rinverdiva il patto di sangue e polvere e sfidando con coraggio e viso aperto e che dopo tanti anni lasciava i solchi su quel viso esposto alle stagioni, verso una continua ricerca del fare bene e meglio. Da ragazzo ero febbricitante aspettando questo evento, ed anche quello di pasquetta , affetto da melensaggine non capivo mio padre che mi guardava senza parlare.

giovedì, agosto 15, 2013

OCLOCRAZIA E POPULISMO FERRAGOSTIANO

“Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. (Mc 15,6-15)” Qualche giorno fa, ho visto il film Opera Les Miserables, opera tratta dall’opera di Hugo, parlando della insurrezione del 1848, dice “Accade talvolta che anche contro i princìpi, anche contro la libertà, l'uguaglianza e la fratellanza, anche contro il suffragio universale, anche contro il governo popolare, dal fondo delle sue angosce, dei suoi scoraggiamenti, delle sue privazioni, delle sue febbri, delle sue miserie, dei suoi miasmi, delle sue ignoranze, delle sue tenebre, quella grande disperata, che è la canaglia, protesti, e la plebaglia dia battaglia al popolo. I pezzenti assaltano il diritto comune; l'oclocrazia insorge contro la democrazia. …………Atene era un'oclocrazia; i pezzenti hanno fatto l'Olanda; la plebaglia salvò più d'una volta Roma, e la poveraglia seguiva Gesù Cristo.” Cosi mi sono imbattuto in questa degenerazione della democrazia, che, Polibio, storico greco del Mondo Mediterraneo Antico del I sec aC, con le sue Historiae è uno dei primi a presentare la storia come una sequenza di cause ed effetti, cogliendovi tutte le fondamentali espressioni del comportamento umano, sociale e politico, sia positive che negative. È tra i primi a descrivere la "oclocrazia" – “Quando questa ( la democrazia) a sua volta si macchia di illegalità e violenze, col passare del tempo si costituisce l’oclocrazia [Polybius, Historiae]” e come la "inevitabile degenerazione della democrazia causata dai comportamenti demagogici e populisti dei politici, pur di ottenere consenso ad ogni costo". Se il popolo, infatti, è una moltitudine in qualche modo ordinata a se stessa, la massa, viceversa, è una moltitudine disordinata, sicché anche nei governi occorre distinguere l’oclocrazia dalla democrazia: l’una infatti è disordinata e tendente all’illegalità e all’errore, l’altra ordinata sotto le leggi. [Proclus Phil., In Platonis Alcibiadem I] Ripreso da Roussean nel Contratto sociale , “quando lo stato si dissolve, l’abuso del governo, qualunque sia, prende il nome comune di anarchia. Specificando, la democrazia degenera in oclocrazia, (libro III, par. 10, p. 138-139)”. Anche Niccolò Machiavelli ne parla “che per fare di un “principe” un “principe ideale” per il governo di una nazione ve n’é una virtù della quale il tal principe dovrebbe essere sempre capace di mostrare ai suoi sudditi la necessità di un esecutivo “per il benessere del popolo”, pena il rischio oclocrazia”. Le masse sono emotivamente condizionate, sentimentalmente coinvolte e strumentalmente alterate, è “popolo” portato fuori dalla realtà, queste masse informe e nonpensanti, di volubili voleri che chiede privilegi allo stato, ottenendo benefici a spese di tutti, ma dato che tutti fanno la stessa cosa i costi sono maggiore dei benefici, la politica riusciva a dare privilegi grandi o piccoli, “favori” di volta in volta erogati. Adesso che non è più possibile, è necessario reinventarsi cercando di non lasciare a piedi nessuno, altrimenti assisteremo alla Jungle Justice, un fenomeno risalente ai tempi dell’antica Roma e rinata negli Stati Uniti con i suprematisti bianchi. Ora come allora l’oclocrazia portata all’estremo potrebbe avere una sua drammatica conseguenza: ovvero, l’approdo verso una qualsiasi forma di dittatura. Così la “plebaglia” può generare sistemi oclocratici, da cui il disordine politico ed il conseguente ritorno a comportamenti demagogici e populisti dei politici, pur di ottenere consenso ad ogni costo, sempre più intesa come la maniera più efficace per regolare le esigenze di chi falsamente cerca nel consenso del popolo l’autorizzazione per amministrare i suoi propri affari, grazie ad una sorta di quarto potere, che qualcuno l’ho ha definito Regime democratico mediatico, Tentativi di cambiare sentenze giudiziare, in modo che non si fondino più sul principio di una "legge uguale per tutti", ma su sentimenti istigati e mediati, così i “cittadini” smettono di avere un proprio pensiero indipendente , e si lasciano guidare da demagoghi o dai moderni mezzi di disinformazione. Movimenti verticali con il suo capo nel ruolo di rappresentante di quel mondo migliore, duro e puro di cui lui stesso garantisce l’esistenza. Diverso il discorso per gli strumenti dell’oclocrazia contemporanei, quali la vigente legge elettorale che "nomina" i nostri Parlamentari "dall'alto", schiavi del Potere lì piazzati dal Potere a difendere il Potere o l’utilizzo di mezzi e strumenti tipici della e-democracy per verificare il consenso intorno a una proposta o di gestire in maniera dinamica il meccanismo della rappresentatività alterando la delega e la partecipazione diretta a seconda delle circostanze. Non si può vivere sempre alla giornata. Ho già espresso buona parte delle mie riserve su questi sviluppi, che ritengo sbagliati presi così tout-court, perché le nuove tecnologie possono servire per aiutare i cittadini nei processi di informazione fino ad arrivare nei punti più remoti, ma non può essere considerato strumento di democrazia. Come scrive Angelo Panebianco « La partecipazione via web può influenzarla, ma non surrogarla». Lavorare sui cattivi sentimenti, invece che smorzarli, è demagogia e cavalcare questi sentimenti è una delle vie che portano al potere, la differenza va ricercata tra chi vuole governare in nome del popolo e chi lo vuol fare in nome delle masse. Tra il buon “ principe” macchiavelliano, leader di un esecutivo per il benessere del popolo e con tutte le qualità della volpe, del leone, e del centauro, e chi vuole apparire dal volto nuovo per aggirare la diffidenza di cose note e per comprovare la validità dei contenuti delle proposte avanzate. Attenti, nella rivoluzione emergono anche i personaggi più pericolosi e infidi, i furbetti e lo sanno benissimo. Buon ferragosto