mercoledì, agosto 21, 2013
Affetto da melensaggine ferragostiana
Affetto da melensaggine ferragostiana
Una semplice giornata di relax?
Un pullulare di persone prese dalla frenesia della gita fuoriporta.
Attrezzati di tutto punto, sgabelli, tavoli, e prodotti di consumo non alimentare.
I primi ad occupare il posto, sono quelli con il camper che prendono possesso di metri quadri, la mattina di ferragosto le macchine si mettono in movimento già di buon'ora e subito i motociclisti che si prendono gioco degli automobilisti, come il gatto con il topo, zig-zagando sulle strade montane, venendo richiamati alla prudenza da clacson di automobilisti stremati dalle code.
Già la mattina presto iniziano a salire su per le montuosità come in processione, cercando di arrivare per occupare i punti fuochi, dove già dalla mattina si cuoce carne di pecora e vitello e si beve del montepulciano.
Con il sole chi picchia in testa, e con gran bevute di montepulciano doc, uomini e ragazzi che aspirano a diventarci, con il loro petti sudanti e con le ciabatte infradito, si destreggiano intorno ai fuochi, con spiedi, gratelle ed attrezzi per la cottura , misture varie per dare sapore a quegli arrosticini e carni comprate qualche ora prima alle macellerie della zona che per far fronte alla enorme richiesta ha coinvolto tutta la famiglia, anche perché così tanta gente in giorni normali non se ne vede. Il vino è categorico che sia montepulciano, uno delle nostre zone si adatta benissimo alla temperatura e alla carne.
La crisi ha rinvigorito questo tipo di vacanza su prati verdi e mucche al pascolo, solo una piccola parte preferisce solo la sedia di qualche locale , sedendosi comodamente abbandonandosi completamente ai gusti e sapori di questi posti.
Io non ho mai visto i miei genitori partire per la scampagnata di ferragosto, essendo titolari di un piccola fattoria, la cura degli animali , delle mucche, delle pecore, dei maiali ed altri animali di cortile prima del cavali dopo, li costringeva alla fatica quotidiana di tirare avanti per la famiglia con dignità, ma era galera ?
Mio padre nelle ore di gran caldo abbandonando la fatica quotidiana, all'ombra di un pioppo che avevamo davanti casa, seduto su di una panchina di mattoni a secco, osservava soddisfatto il flusso di macchina e motorini che sfrecciavano lungo la strada che conduce al suo paese, e che si perdono nella rete inestricabile di strade che conducono in alto per raggiungere gli altipiani vestini.
I miei non hanno mai conosciuto una vacanza, sia di ferragosto o di pasquetta, staccarsi dalla propria terra, come se fossero legati ad un battesimo di polvere e di sangue.
Tante volte mio padre malediva quella terra, aspra asciutta, di salite e povera di acqua, quel bene prezioso che più si desidera è più acquistava rispetto, pensare che solo dopo alcuni anni che abitavamo ci hanno allacciato all'acqua potabile. Che ricchezza avere l'acqua che esce da un rubinetto ! , con il moltiplicarsi di rubinetti si perde i senso delle cose e del suo valore, che per anni mi è stato vietato l'utilizzo " non utile" e superficiale.
Ma proprio questa maledizione che lo ancorava a quella terra, rinverdiva il patto di sangue e polvere e sfidando con coraggio e viso aperto e che dopo tanti anni lasciava i solchi su quel viso esposto alle stagioni, verso una continua ricerca del fare bene e meglio.
Da ragazzo ero febbricitante aspettando questo evento, ed anche quello di pasquetta , affetto da melensaggine non capivo mio padre che mi guardava senza parlare.
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