sabato, aprile 26, 2014
La spesa? Si fara' anche in euro
La spesa? Si fara' anche in euro
Sara' possibile pagare nella nuova moneta con carta di credito e assegni. attenti alle regole per l' arrotondamento. " ma a noi costera' 8,7 milioni a negozio "
La spesa? Si fara' anche in euro Sara' possibile pagare nella nuova moneta con carta di credito e assegni MILANO - Mancano 9 giorni alla nascita dell' euro. E negozi e supermarket saranno in prima linea, perche' dal 1o gennaio ' 99 i clienti potranno scegliere di pagare il conto in euro usando la carta di credito, il bancomat o gli assegni. Che cosa succedera' ? "Niente", afferma Igino Sogaro, presidente di Eurocommerce, l' organizzazione che rappresenta le imprese del commercio in Europa. "Ci vorranno almeno 3 - 4 mesi perche' il sistema della distribuzione sia pronto ad avere la doppia indicazione dei prezzi in lire ed euro e ad accettare i pagamenti nella moneta unica". In linea di massima, la grande distribuzione e' orientata a partire da subito, ma anche le boutique e i negozi che hanno una clientela internazionale spingeranno sull' acceleratore per adeguarsi. Ieri la Confcommercio, l' Adiconsum (in rappresentanza delle organizzazioni dei consumatori) e Unioncamere hanno sottoscritto a Bruxelles - alla presenza del commissario Emma Bonino - l' accordo su "Eurolabel", firmato il 30 giugno scorso tra Eurocommerce e l' associazione dei consumatori europei. L' Italia e' il secondo Paese a farlo dopo la Spagna, prima di Francia e Germania quindi. I commercianti che aderiranno volontariamente all' accordo (riconoscibili dall' Eurolabel attaccato in vetrina) si impegnano ad accettare i pagamenti in euro e a rispettare un codice di autocondotta. Si parte a gennaio in 9 citta' , che comprendono anche quelle dove la Confcommercio ha gia' avviato una sperimentazione. Il progetto ("Le vie dell' euro") prevede una simulazione attraverso la quale le imprese delle vie piu' commerciali operano con i clienti come se fossero gia' in regime di doppia circolazione della moneta: doppi prezzi in vetrina, facsimile di scontrini fiscali con il doppio importo, calcolatrici, euroconvertitori, possibilita' di pagamento attraverso borsellini elettronici in euro, eurodizionari tascabili a disposizione dei clienti. "I risultati, sia dal punto di vista dell' accettazione dei consumatori che dell' impegno dei commercianti, sono incoraggianti", afferma Sogaro. Il passaggio all' euro e' la sfida che i commercianti sono chiamati ad affrontare, perche' fare acquisti rappresentera' l' esperienza piu' banale e piu' immediata con la nuova moneta per i consumatori. Per facilitare la transizione, l' Associazione per l' Unione monetaria dell' Europa (Aume) ha pubblicato una "Guida di preparazione all' euro per i commercianti", che si puo' consultare anche su Internet al sito http: / /www.amue.org. A che punto siamo? Alcuni negozianti si lamentano che dovranno aspettare qualche mese per avere l' adeguamento dei Pos, percio' saranno costretti a rifiutare i pagamenti in euro almeno all' inizio. Ma l' Adiconsum teme che, in realta' , i piccoli aspetteranno l' ultimo momento per adeguarsi. Piu' rischi o piu' vantaggi per i consumatori? "Il consumatore diventera' piu' protagonista, perche' potra' confrontare piu' facilmente i prezzi e quindi scegliere, anche grazie al ricorso della pubblicita' comparativa - sostiene Gustavo Ghidini, presidente onorario del Movimento dei consumatori -. Dall' altro lato ci sara' maggior professionalita' dei commercianti che dovranno informare i clienti". Tutti credono che l' euro portera' piu' trasparenza e concorrenza e che percio' , nel medio - lungo periodo, i prezzi tenderanno a livellarsi verso il basso. Ma con l' euro spariranno anche i cosiddetti "prezzi civetta", ad esempio il cartellino da 990 lire o 9.990. "Per avere lo stesso effetto psicologico potranno cambiare peso o confezione", aggiunge Sogaro. I problemi non mancano. Entro il 1o gennaio del 2002 i commercianti devono ricalibrare in euro bilance e registratori di cassa, modificare l' intera struttura informatica. E poi ci sono i costi per la formazione (perche' gli imprenditori imparino a ragionare in euro, ma anche per fornire assistenza ai clienti) e per gestire la doppia indicazione dei prezzi. Quanto costera' la moneta unica al sistema distributivo? Impossibile fare cifre definitive. Eurocommerce con Deloitte & Touche ha calcolato che nel 2002 il conto rappresentera' tra l' 1,3 e il 2,7 % del fatturato globale di ogni impresa, a seconda che il passaggio dalla lira all' euro contante avvenga overnight oppure in sei mesi (limite massimo). Il commercio di tutta Europa spinge perche' il big bang avvenga il 1 gennaio 2002, annullando il periodo di doppia circolazione o comunque riducendolo il piu' possibile. "Dovremo avere due casse, una doppia contabilita' , la gente potrebbe pagare sia in lire che in euro contanti, alle casse si formerebbero code infinite. Un disastro", prevede Sogaro. Giuliana Ferraino
VADEMECUM Attenti alle regole per l' arrotondamento 1L' 1 gennaio ' 99 nasce l' euro. Si potra' pagare in euro nei negozi, nei supermercati o al ristorante? Si' , ma solo con assegni, carte di credito o altri sistemi di pagamento elettronico (come il borsellino elettronico). Potremo spendere monete e banconote in euro solo a partire dall' 1 gennaio del 2002: al massimo per sei mesi euro e lire circoleranno contemporaneamente. Poi dall' 1 luglio 2002 al piu' tardi la lira perdera' valore legale e saranno accettati unicamente euro. 2Dall' 1 gennaio ' 99 i commercianti saranno obbligati ad accettare il pagamento in euro? No, sara' facoltativo perche' nei tre anni di transizione (1 gennaio ' 99 - 1 gennaio 2002) vige il principio "nessun obbligo, nessun divieto". Per accettare pagamenti in euro, i commercianti dovranno predisporre gli strumenti necessari. In particolare andranno adeguati i terminali Pos. Se pero' dichiarano che accettano i pagamenti in euro (con l' Eurolabel in vetrina) saranno obbligati a farlo. 3I negozi e la grande distribuzione avranno l' obbligo di esporre il doppio prezzo in lire ed euro? No, sara' facoltativo. La grande distribuzione e' orientata al doppio listino da subito. 4Quali sono le difficolta' di un' etichetta con il doppio prezzo? Implichera' particolari difficolta' per i prodotti alimentari. In questo settore infatti c' e' l' obbligo di esporre per uno stesso prodotto il prezzo al chilo e al pezzo, il che significa che ci saranno almeno 4 prezzi diversi, che potranno anche raddoppiare in caso di sconti o promozioni. 5Quali sono le regole per la conversione del prezzo lira - euro? Le regole sono rigide e fissate dal regolamento Ue 1103 / 97. Il tasso di conversione sara' fissato in modo irrevocabile il 31 dicembre ' 98. Il rapporto di conversione e' un numero composto da sei cifre complessive non troncabili e non arrotondabili. 6Quali sono le regole dell' arrotondamento? Nella conversione si terra' conto fino al secondo decimale. Se il terzo decimale e' compreso tra il 5 e il 9 si arrotondera' al centesimo superiore, altrimenti al centesimo inferiore. (Es.: 1942,035 diventera' 1942,04 e 1942,034 diventera' 1942,03). 7L' arrotondamento nella conversione lira - euro fara' aumentare i prezzi? Una raccomandazione non vincolante della Commissione ricorda che il doppio prezzo va fatto indicando il tasso ufficiale di conversione. Se i comportamenti dei commercianti saranno corretti, i prezzi non dovrebbero aumentare. 8Chi vigilera' sul rispetto delle regole? Gli Osservatori misti costituiti a livello locale fra associazioni dei commercianti e dei consumatori. I consumatori potranno rivolgersi agli Osservatori per informazioni o per denunciare illeciti. 9Come cambieranno i rapporti commerciante - cliente? Il commerciante avra' la responsabilita' di informare il cliente e, talvolta, anche di tranquillizzarlo: dovra' fornire spiegazioni sui doppi prezzi, sugli arrotondamenti, sui sistemi di pagamento. Dovra' essere piu' preparato. Il cliente, dal canto suo, sara' piu' informato e piu' attento, e piu' esigente, perche' l' euro portera' piu' trasparenza nei prezzi. 10L' euro fara' aumentare o diminuire i consumi? Ci sono due tesi. C' e' chi dice che i consumi aumenteranno, perche' e' piu' facile spendere le monete delle banconote. Viceversa, c' e' chi sostiene che l' euro deprimera' i consumi, almeno inizialmente, perche' l' ansia del nuovo e la paura di essere "fregati" freneranno le spese. Giu. Fer.
IL MARCHIO VETRINE CON L' ETICHETTA I negozi che esporranno "Eurolabel" (uguale in tutta Europa) si impegnano a rispettare le regole di conversione e di arrotondamento per la doppia indicazione dei prezzi; a non caricare costi supplementari su chi paga in euro; a fornire informazioni sulla moneta unica; alla doppia indicazione dei prezzi; alla formazione del personale a contatto con i clienti; ad accettare pagamenti in euro.
I commercianti protestano per le novita' dopo una simulazione "Ma a noi costera' 8,7 milioni a negozio" MILANO - Ma quanto costera' l' euro ai commercianti? Solo per la doppia etichetta e il doppio scontrino in lire ed euro le imprese spenderanno all' incirca 8,7 milioni di lire a testa. Questo almeno il conto pagato durante la simulazione organizzata dalla Confcommercio in 21 punti di vendita in 18 citta' italiane. La sperimentazione consisteva nella doppia indicazione del prezzo per tutti i prodotti esposti. E tutti gli scontrini rilasciati evidenziavano i prezzi in entrambe le divise. A pesare di piu' sul conto e' stata l' installazione del software: 2 milioni e 35 mila lire. Lo sviluppo del software delle casse e' costato un milione e 950 mila lire. Il test del software 280 mila lire (sono servite 4 ore). L' istallazione / implementazione / controllo 140 mila lire, tanto quanto la formazione del personale alle casse (2 ore). Per modificare il programma delle etichette un programmatore ha lavorato per 4 ore e chiesto 800 mila lire. Stampare le nuove etichette e' costato 100 mila lire (10 lire l' una) e sostituirle alle vecchie 1,2 milioni (60 ore per ogni punto di vendita). Ma non e' finita: una volta concluso il periodo di transizione bisognera' risostituire le etichette, spendendo ancora 1,2 milioni. Se si aggiungono poi i tempi di stampa e ristampa delle etichette, quindi altre 955 mila lire di spesa per 57 ore di lavoro complessivo, il totale arriva appunto a 8,7 milioni di lire. Anche se, secondo la stessa Confcommercio di Sergio Bille' , le stime andranno corrette verso l' alto. Naturale che una delle richieste piu' frequenti da parte dei commercianti riguardi "interventi economici" da parte del governo a supporto della conversione. I negozianti chiedono ad esempio di poter dedurre dalla dichiarazione fiscale i nuovi costi, imposti alla distribuzione commerciale, per passare dalla lira all' euro. Vorrebbero un contributo agli investimenti di adeguamento dell' informatica. E si augurano il finanziamento o almeno un cofinanziamento dei costi per la formazione del personale. Una mano ai commercianti viene dalla Finanziaria ' 99, che estende gli incentivi fiscali previsti dalla legge 449 / 97 agli acquisti di programmi informatici e di sistemi di pagamento con moneta elettronica. Estensione finalizzata proprio a "favorire l' introduzione dell' euro e il commercio elettronico nelle piccole e medie imprese del commercio". Giu. Fer.
Ferraino Giuliana
(22 dicembre 1998) - Corriere della Sera
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Uno degli articoli che introducevano la moneta unica,
ne è rimasta una Europa comandata da una banca e da una contabilità sempre incerta?
La politica deve riappropriarsi del progetto e saperlo guidare.
sabato, aprile 19, 2014
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